E' un po' scoraggiante ma direi vero.
Un po' il contrario di Fortuna Imperatrix Mundi. O solo un altro modo per dirlo, dipende cosa intendiamo per destino.
Mi ostino a voler dare un senso all'evolvere degli eventi passati per trovare la chiave di lettura del futuro, ma la casualità é l'unica costante riconoscibile ai miei occhi.
Anche se il mio comportamento diventa prevedibile, se non conosco l'elemento scatenante che lo influenza serve a poco conoscersi.
E quindi be yourself tonight.
Si, preferisco essere me stesso invece che qualcosa di straordinario.
martedì 3 aprile 2007
lunedì 2 aprile 2007
Borderline
Ormai lo é un po' tutto.
Personalità (DBP) , professionalità, emotività, approccio alla vita. Ognuno a modo suo é borderline. E' un po' il nuovo modo di essere post-moderni, come diceva il mitico Tondelli.
In questo momento personifico la modernità con una mia conoscente.
L'ho riconosciuta (ma per la verità mi sono anche molto riconosciuto) in un paio di passaggi del libro assai illuminante che sto leggendo:
- Ha un profondo e dichiarato (addirittura scritto nel CV) bisogno di instaurare "relazioni" ma al contempo ha paura di restarne impigliata, poiché le relazioni stabili paventano oneri e tensioni che non vuole o puo' sopportare e che dunque limiterebbero fortemente la sua libertà di... instaurare relazioni.
- Cerca quindi di inbastire relazioni tascabili, come succhi di frutta che sono troppo concentrati e che quindi devono essere diluiti (con lei ho solo l'esempio della vita privata, ma vale per me nel business).
- In un mondo in cui nevica su cuori vorrebbe uscire da quell'inverno o piuttosto in realtà desidera che quelle relazioni siano superficiali e leggere di modo che se ne può disfare in qualunque momento? Per esempio usando l'e-mail come strumento di contatto invece che la presenza fisica. La relazione esiste solo/se/quando vuole, non ci sono obblighi neanche di forma minima poichè tutto comincia o finisce con il suo messaggio.
Forse questo è il motivo per cui anziché riferire la propria esperienza e le proprie prospettive in termini di rapporti e relazioni, uomini e donne parlano sempre più spesso di connessioni, di connettersi, di essere connessi.
Anziché parlare di partner, preferiscono parlare di reti.
Personalità (DBP) , professionalità, emotività, approccio alla vita. Ognuno a modo suo é borderline. E' un po' il nuovo modo di essere post-moderni, come diceva il mitico Tondelli.
In questo momento personifico la modernità con una mia conoscente.
L'ho riconosciuta (ma per la verità mi sono anche molto riconosciuto) in un paio di passaggi del libro assai illuminante che sto leggendo:
- Ha un profondo e dichiarato (addirittura scritto nel CV) bisogno di instaurare "relazioni" ma al contempo ha paura di restarne impigliata, poiché le relazioni stabili paventano oneri e tensioni che non vuole o puo' sopportare e che dunque limiterebbero fortemente la sua libertà di... instaurare relazioni.
- Cerca quindi di inbastire relazioni tascabili, come succhi di frutta che sono troppo concentrati e che quindi devono essere diluiti (con lei ho solo l'esempio della vita privata, ma vale per me nel business).
- In un mondo in cui nevica su cuori vorrebbe uscire da quell'inverno o piuttosto in realtà desidera che quelle relazioni siano superficiali e leggere di modo che se ne può disfare in qualunque momento? Per esempio usando l'e-mail come strumento di contatto invece che la presenza fisica. La relazione esiste solo/se/quando vuole, non ci sono obblighi neanche di forma minima poichè tutto comincia o finisce con il suo messaggio.
Forse questo è il motivo per cui anziché riferire la propria esperienza e le proprie prospettive in termini di rapporti e relazioni, uomini e donne parlano sempre più spesso di connessioni, di connettersi, di essere connessi.
Anziché parlare di partner, preferiscono parlare di reti.
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