Molto indeciso sull'argomento, se vita privata o business.
Il profilo é sempre lo stesso: sulla trentina, difficile essere precisi ma direi 33, vestito gessato nero, scarpe basse nere, pettinatura "standard". Piuttosto alta e direi elegante.
Occhiali senza montatura squadrati, adatti al viso e all'abbigliamento business.
Zainetto identico al mio con lo sponsor "3" in verde acido, nessuna targhetta visibile sul bagaglio (l'ho cercata per un po' senza successo). Tipica espressione di consulting firm, magari del primo quinquennio: ha accettato lo snack e riposto nello zaino quello che non ha mangiato.
Si è seduta alla mia destra, posto centrale: o era in ritardo o come molti all'inizio non ha fatto la seat selection - per mia fortuna.
L'ho notata subito perchè avevamo volato insieme anche all'andata con il volo delle 8,50.
Ha letto per un po' "L'impero di Cindia", chiuso gli occhi al decollo e all'atterraggio.
Ha accettato una caramella senza esitazioni, non ne ho saputo approfittare (se ci fosse bisogno di precisarlo).
Ogni tanto ha fatto dei respiri profondi e ho avuto la sensazione che si aspettasse che dicessi qualcosa. Il suo libro io l'ho già letto, avrei dovuto almeno accennare a quello.
giovedì 21 giugno 2007
giovedì 14 giugno 2007
Shortcuts for landing
La spontaneità é un'arma irresistibile.
Certo poteva dirmi meno, Stoccarda é un dettaglio importante.
Quando sono adrenalitico perché sotto stress spesso il meglio esce da se, qualsiasi pianificazione non sarebbe andata meglio e comunque egualmente stancante.
Continuo a pensare che bisogna buttarsi, ci si pente delle cose che non si é fatte, non del contrario.
La solitudine genera insicurezza. Chissà se sono sempre stato troppo solo e diventato insicuro o da insicuro mi sono imposto la solitudine.
In ogni caso non un bel vedere.
Certo poteva dirmi meno, Stoccarda é un dettaglio importante.
Quando sono adrenalitico perché sotto stress spesso il meglio esce da se, qualsiasi pianificazione non sarebbe andata meglio e comunque egualmente stancante.
Continuo a pensare che bisogna buttarsi, ci si pente delle cose che non si é fatte, non del contrario.
La solitudine genera insicurezza. Chissà se sono sempre stato troppo solo e diventato insicuro o da insicuro mi sono imposto la solitudine.
In ogni caso non un bel vedere.
domenica 10 giugno 2007
E' perchè nessuno lo sa
Bella scusa.
Ero a cena con un mio amico - o dovrei dire "il" mio amico nel senso che non ne ho altri - e scherzava dicendo che secondo lui resto single perchè nessuna immagina che io lo sia.
Percio' nessuna si azzarda, ed io comunque non facilito ne innesco la cosa.
Io sapevo che i buoni amici si distinguono dal fatto che ti dicono la verità anche quando non e' esattamente quello che vuoi sentirti dire. Speriamo che lui sia un buon amico.
E poi puo' essere che neanche lui sappia la verità.
Questo periodo potrebbe anche durare per molto, magari anche per sempre.
Nella seconda ipotesi, tra qualche anno magari rimpiangero' di non aver fatto scelte o tentativi diversi quando ero piu' giovane - adesso- e avevo più opzioni.
Ma possiamo veramente provare a essere quello che non siamo - e soprattutto che senso ha?
Ormai devo dedurre - non mio malgrado ma malgrado le mie convinzioni precedenti - che la quantità di esperienze sicuramente conta di piu' rispetto alla qualità, presi come valori singoli.
A volte ho la sensazione di capire troppo, ma poi penso che sono solo presuntuoso.
Ero a cena con un mio amico - o dovrei dire "il" mio amico nel senso che non ne ho altri - e scherzava dicendo che secondo lui resto single perchè nessuna immagina che io lo sia.
Percio' nessuna si azzarda, ed io comunque non facilito ne innesco la cosa.
Io sapevo che i buoni amici si distinguono dal fatto che ti dicono la verità anche quando non e' esattamente quello che vuoi sentirti dire. Speriamo che lui sia un buon amico.
E poi puo' essere che neanche lui sappia la verità.
Questo periodo potrebbe anche durare per molto, magari anche per sempre.
Nella seconda ipotesi, tra qualche anno magari rimpiangero' di non aver fatto scelte o tentativi diversi quando ero piu' giovane - adesso- e avevo più opzioni.
Ma possiamo veramente provare a essere quello che non siamo - e soprattutto che senso ha?
Ormai devo dedurre - non mio malgrado ma malgrado le mie convinzioni precedenti - che la quantità di esperienze sicuramente conta di piu' rispetto alla qualità, presi come valori singoli.
A volte ho la sensazione di capire troppo, ma poi penso che sono solo presuntuoso.
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