lunedì 19 marzo 2007

Modelli relazionali

Parliamo di network relazionali.
Amicizie, non amori (o comunque non ancora).
E di adulti (nei giovanissimi il limite del tempo non c'è) .
Uno-a-pochissimi contro Una-a-molti (il femminile é d'obbligo).

Come si fa a gestire dieci o venti relazioni contemporaneamente?
Senza retorica, proprio come meccanismo pratico.
Bisogna certamente utilizzare un canale diverso dalla presenza e anche dalla voce.
A parte il costo, c'è la componente tempo che tra l'altro limita significativamente anche l'utilizzo degli SMS per il numero eccessivo di messaggi nell'esprimere un concetto e la fatica.

Resta l'e-mail.
Ma anche li, perchè la situazione sia continuativa e costante con un numero così vasto di persone, non posso che essere superficiale. O utilizzare lo stesso argomento con tutti, quindi spersonalizzare il rapporto, che porta quindi a una relazione superficiale.
Il che chiaramente va bene. In fondo nessuno mi ha mai detto che vuole una relazione profonda.
E' che io lo davo per scontato, ma come ovvio non posso pretenderlo anche gli altri.

Tra l'altro - come esperienza recente - la posta elettronica genera una quantità di incomprensioni che rischiano di mandare a pallino anche i rapporti potenzialmente positivi.

Non credo nel sistema di avviare tanti rapporti in attesa che ne maturi qualcuno.
Credo di non avere abbastanza tempo davanti a me per questo metodo, proprio in senso letterale. Io mi sento già in colpa quando trascuro le pochissime persone che considero parte integrante della mia vita.
La frustrazione del non funzionamento di buona parte dei rapporti che avrei avviato non penso di poterla tollerare.

Anche se poi ci si abitua a tutto.

Nessun commento: