sabato 24 marzo 2007

Voglia di piacere

Sembra pervada un po' tutti, e comincia a diventare un problema perchè mi sento isolato.
Dylan diceva che l'eccessivo ripiegarsi su se stessi è dannoso per la società e per noi stessi.
Se non vuoi che nessuno ti legga, forse é bene non insistere e che tu non venga letto da nessuno.

Questo silenzio puo' voler dire tante cose, la peggiore totale indifferenza ma non credo.
Se ho un po' capito la mia controparte credo che il messagio si riassuma: ecco cosa ti potrebbe succedere, puoi sopportare ?
Purtroppo - per me- si. Posso sopportare.
Non so chi ha detto che l'uomo per sua stessa natura non puo' soffrire in eterno.
Dopo un periodo di sofferenza, si tende a superarla.

Difficile da accettare. L'idea di questa figura romantica tormentata per amore é abbastanza affascinante nell'epoca della fine degli ideali e essere identificato e ricordato per questo non mi dispiacerebbe.
In fondo non ci sono molte altre cose per cui valga la pena di struggersi.
Ci faccio anche una discreta figura.

venerdì 23 marzo 2007

Rapporti professionali

Viaggiando su geografie internazionali ho contatti con un numero sempre molto rilevante rilevante di persone.
In azienda, presso i clienti e nei viaggi stessi (in aereo, all'aeroporto, metropolitana, treno etc.).
Ultimamente mi viene sempre piu spesso da pensare che la maggior parte di loro non le rivedrò più.

Elaboro il concetto.
Quando sono in metropolitana incontro sempre un sacco di gente che incrocio per caso per qualche minuto e poi mai piu. Anche se le rivedessi in contesti diversi non riuscirei mai a riconoscerle. In sintesi la mia unica occasione di vederle, di parlarci, é in quell'istante.

Al solito: ogni istante é una storia, dipende poi tu cosa ne vuoi fare.

Pensandoci bene un po agghiacciante, ma conferma la mia teoria dei pochissimi ma buonissimi.
Tra l'altro - a parte la teoria - mi pare che non abbiamo scelta.

lunedì 19 marzo 2007

Modelli relazionali

Parliamo di network relazionali.
Amicizie, non amori (o comunque non ancora).
E di adulti (nei giovanissimi il limite del tempo non c'è) .
Uno-a-pochissimi contro Una-a-molti (il femminile é d'obbligo).

Come si fa a gestire dieci o venti relazioni contemporaneamente?
Senza retorica, proprio come meccanismo pratico.
Bisogna certamente utilizzare un canale diverso dalla presenza e anche dalla voce.
A parte il costo, c'è la componente tempo che tra l'altro limita significativamente anche l'utilizzo degli SMS per il numero eccessivo di messaggi nell'esprimere un concetto e la fatica.

Resta l'e-mail.
Ma anche li, perchè la situazione sia continuativa e costante con un numero così vasto di persone, non posso che essere superficiale. O utilizzare lo stesso argomento con tutti, quindi spersonalizzare il rapporto, che porta quindi a una relazione superficiale.
Il che chiaramente va bene. In fondo nessuno mi ha mai detto che vuole una relazione profonda.
E' che io lo davo per scontato, ma come ovvio non posso pretenderlo anche gli altri.

Tra l'altro - come esperienza recente - la posta elettronica genera una quantità di incomprensioni che rischiano di mandare a pallino anche i rapporti potenzialmente positivi.

Non credo nel sistema di avviare tanti rapporti in attesa che ne maturi qualcuno.
Credo di non avere abbastanza tempo davanti a me per questo metodo, proprio in senso letterale. Io mi sento già in colpa quando trascuro le pochissime persone che considero parte integrante della mia vita.
La frustrazione del non funzionamento di buona parte dei rapporti che avrei avviato non penso di poterla tollerare.

Anche se poi ci si abitua a tutto.